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LA MAGIA DI CUBA

STRUMENTALISTICA

MALLEUS MALEFICARUM: IL MARTELLO DELLE STREGHE


MALLEUS MALEFICARUM, Il Martello delle Streghe - In questo testo la presenza di materiale originale è esigua: si tratta per lo più di una codificazione di credenze preesistenti, spesso estrapolate da testi più antichi quali il Directorium Inquisitorum di Nicolas Eymerich (1376) e il Formicarius di Johannes Nider (1435).

La prima parte del libro affronta la discussione della natura della stregoneria. Parte di questa sezione spiega perché le donne, a causa della loro debolezza e a motivo del loro intelletto inferiore, sono per natura predisposte a cedere alle tentazioni di Satana. Il titolo stesso del libro presenta la parola maleficarum, (con la vocale femminile) e gli autori dichiarano (incorrettamente) che la parola femina (donna) deriva da fe + minus (fede minore). Il manuale sostiene che alcuni degli atti confessati dalle streghe, quali ad esempio le trasformazioni in animali o mostri, sono mere illusioni indotte dal Diavolo, mentre altre azioni, come ad esempio la possibilità di volare ai sabba, provocare tempeste o distruggere i raccolti sono realmente possibili. Gli autori, inoltre, si soffermano con morbosa insistenza sulla licenziosità dei rapporti sessuali che le streghe intratterrebbero con i demoni.


L’ultima parte si occupa di fornire istruzioni pratiche sulla cattura, il processo, la detenzione e l’eliminazione delle streghe. Si discute anche di quanta fiducia si debba riporre nelle dichiarazioni dei testimoni, le cui accuse sono spesso perpetrate per invidia e malizia; tuttavia gli autori affermano che i pettegolezzi pubblici sono sufficienti a condurre una persona al processo e che , anzi, una difesa troppo vigorosa da parte del difensore è prova del fatto che anche quest’ultimo è stregato. Il manuale fornisce indicazioni su come evitare che le autorità siano soggette alla stregoneria e rassicura i lettori sul fatto che, in quanto rappresentanti di Dio, i giudici sono immuni dai poteri delle streghe. Largo spazio è dedicato all'illustrazione di tecniche di estorsione delle confessioni e alla pratica della tortura durante gli interrogatori: in particolare viene raccomandato l’uso del ferro infuocato per la rasatura dell’intero corpo delle accusate, al fine di trovare il famoso marchio del Diavolo, prova della loro colpevolezza.

Dal 1257 al 1816 l'Inquisizione torturò e bruciò sul rogo milioni di persone innocenti. Erano accusate di stregoneria e di eresia contro i dogmi religiosi e giudicate senza processo, in segreto, col terrore della tortura. Se “confessavano" erano dichiarate colpevoli di stregoneria, se invece "non confessavano" erano considerate eretiche, e poi arse sul rogo. Non sfuggiva nessuno. Alcune erano sottoposte alla prova della pietra al collo, la presunta colpevole veniva cioè gettata in acqua legata a una pietra. Se annegava era innocente, se invece restava a galla era una strega ... in ogni caso moriva! In tre secoli alcuni storici hanno stimato che furono sterminati nove milioni di streghe, all'80% donne e bambine. Le donne venivano violentate oltre che torturate; i loro beni erano confiscati fin dal momento dell’accusa, prima del giudizio, poiché nessuno era mai assolto. La famiglia intera veniva spossessata di ogni bene; si dissotterravano persino i morti per bruciarne le ossa. Il manuale dell'Inquisizione, il Malleus Maleficarum (il maglio delle streghe) stabiliva che la strega accusata doveva essere "spesso e frequentemente esposta alle torture". Questo regime di terrore durò cinque secoli, sotto la benedizione del papa. Le cacce alle streghe erano campagne ben organizzate, intraprese, finanziate ed eseguite dalla Chiesa e dallo Stato.

A cosa serviva il terrore? A dominare e sfruttare le popolazioni, sottomettere i ribelli, imporre una religione non voluta dal popolo e arricchire i dignitari (le autorità religiose) e i loro complici (gli inquisitori). Questi ultimi godevano di privilegi particolari ed erano al di sopra della legge.

Perché le donne costituivano il bersaglio preferito? Perché si voleva eliminare il principio femminile. Il ruolo naturale di guide da esse esercitato nella comunità minacciava il potere delle autorità (principio maschile). Le donne si occupavano della salute (gli uomini imparavano da loro) e trasmettevano le tradizioni; le più anziane arbitravano con saggezza le contese. Avevano un potere e una forza naturali, incarnavano la sovranità del principio femminile con i suoi valori di conservazione, protezione, aiuto reciproco, condivisione... trasmettevano forza alla popolazione.

Alcune personalità famose caddero vittime dell’Inquisizione. La più nota è senza dubbio Giovanna d'Arco, la pastorella che assunse il comando dell'esercito, salvò la Francia dall'invasione nemica e rimise in trono il legittimo sovrano. Fu però accusata di stregoneria ed eresia perché indossava i pantaloni e cavalcava come un uomo e fu quindi bruciata viva. Ora però è canonizzata.

Uomo o donna, chiunque usasse la testa costituiva una minaccia alla ricchezza e al potere di una minoranza di privilegiati e andava quindi eliminato. Una donna simile veniva giudicata una strega e bruciata, dopo di che ci si impadroniva dei suoi beni. Qualunque donna non sposata dotata di un'abilità insolita o caratterizzata da un tratto particolare (per esempio i capelli rossi) rischiava l'accusa di stregoneria e quindi la morte. Le autorità dichiaravano che non considerare pericolose le streghe era una convinzione eretica.

Le autorità (regie, aristocratiche, religiose o finanziarie) hanno sempre combattuto il principio femminile per proteggere il sistema patriarcale di dominio e sfruttamento, a spese delle donne, mutilate ed eliminate fisicamente.
Questo vale ancora oggi. Il regime di terrore si perpetua, in forma più sottile: la storia non finisce mai di ripetersi.


Il Rapporto Flexner

Dal 1910 al 1925, in base alle regole stabilite dal Rapporto Flexner, l'A.M.A. (American Medical Association) e l'A.A.M.C. (Association of American Medical Colleges) eliminarono la maggioranza dei terapisti non ufficíali, in particolare le donne e i neri. In nome della scienza e della qualità terapeutica, si imponeva alle scuole di medicina di attenersi ai dettami del Rapporto Flexner: un vero regime del terrore sanitario. Le università dovevano assumere l'impostazione "scientifica" stabilita da questo rapporto e finanziata dalla Fondazione Rockefeller, altrimenti erano minacciate di chiusura.

A quell'epoca il numero dei terapisti che ricorrevano alla medicina dolce era il doppio di quello dei seguaci dell'ortodossia (medicina allopatica). Venivano allora insegnate l'omeopatia, la fitoterapia e le manipolazioni fisiche, come l'osteopatia e il massaggio. La riforma sanitaria eliminò queste discipline facendo passare il numero di facoltà di medicina da 650 a 50 e il numero di studenti da 7.500 a 2.500. La salute cadde nelle mani dell'élite ricca maschile e la medicina divenne uno strumento al servizio della finanza: le fondazioni Carnegie e Rockefeller avevano infatti sovvenzionato il Rapporto Flexner e la sua applicazione. La grande finanza assunse quindi il controllo della salute, che da allora sfrutta con i risultati disastrosi che ben conosciamo. I suoi complici sono i medici, che godono di privilegi quali il potere, il denaro e il prestigio. Si tratta di un monopolio nord-americano. Qualunque tentativo di pratica delle medicine dolci viene severamente represso. In nome del benessere della popolazione, si accusano questi terapisti di essere eretici e ciarlatani e si moltiplicano le intimidazioni, i divieti, le cause giudiziarie. L’Inquisizione esiste ancora e la caccia alle streghe continuerà all' infinito, ma non avrà mai l' effetto desiderato.

Nel 1977 la Dichiarazione di Alma Ata attribuiva all'O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) la facoltà di estendere l'applicazione del Rapporto Flexner al mondo intero. Proclamando il diritto alla salute e al benessere per tutti i popoli della Terra, si stabilivano i criteri e regole internazionali per le pratiche terapeutiche. Il controllo della salute passava così dai governi nazionali al governo mondiale. I singoli paesi venivano insomma spossessati dalla sovranità in campo sanitario, che veniva attribuita a un potere internazionale, il cui ministero della sanità era l'O.M.S.
Ma chi è a capo dell'O.M.S.? Nient'altro che i finanzieri mondiali, i responsabili del Rapporto Flexner e della sua applicazione. E cosa significa diritto alla salute? Vuol dire diritto alla medicalizzazione. Che lo si voglia o no, la porta è stata spalancata a livello mondiale alla medicina per la malattia. Si impongono così vaccini e medicinali a tutte le popolazioni del pianeta, meravigliandosi poi per le devastazioni dell'AIDS...

Questa manovra da parte della finanza internazionale è astuta e sottile. Quando le popolazioni dei nostri paesi, prendendo coscienza del dominio dell'industria sulla salute e della corruzione governativa, fanno pressione perché le cose cambino, si presentano dei "salvatorí": le autorità internazionali che, in nome del benessere di tutte le popolazioni, assumono il controllo della sanità mondiale. Noi non ci capiamo niente e le approviamo; chi oserebbe dubitare delle buone intenzioni dell'O.M.S.? Ma non ci siamo mai chiesti chi controlla questa organizzazione? La risposta è semplice: l'ONU, cioè il braccio politico della finanza internazionale. In maniera sempre più subdola, le autorità sanitarie e politiche ci spossessano dei nostri beni e dei nostri diritti, stabiliscono regole e formulano leggi per sfruttarci. E’ il regime del terrore sanitario, un monopolio internazionale.






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